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Milanese, classe 1987, da anni percorre gli oceani a bordo di velieri storici e barche a vela alla ricerca delle isole più remote del pianeta, convinto che esistano luoghi capaci di raccontare la condizione umana e la crisi del nostro tempo con una chiarezza impossibile da trovare altrove.
Nel 2022 ha compiuto una spedizione di 52 giorni e 5.600 miglia nautiche attraverso l’Oceano Atlantico meridionale: da Ushuaia a Città del Capo, con tappe alla Penisola Antartica, alla Georgia del Sud e a Tristan da Cunha, uno degli angoli più inaccessibili della Terra. Nel 2024 è tornato in mare per tre mesi e 6.500 miglia nautiche, dall’Isola di Pasqua alle Fiji, toccando Pitcairn, la Polinesia Francese e Tonga. Non spedizioni sportive, ma atti di testimonianza: il suo obiettivo non è conquistare una rotta, ma restituire uno sguardo, sugli ecosistemi che cambiano, sulla plastica che arriva ovunque, sulle persone che vivono in posti che il mondo difficilmente ricorda di nominare. Da queste espeienze sono nati il progetto Remoteness – Eyes to the Edge, dedicato alla narrazione delle isole più remote della Terra e alla tutela dell’oceano e il libro Alla ricerca dell’isola che non c’è (Mondadori, 2025).
Prevista per maggio 2026 la nascita della Remoteness Foundation, che avrà la missione di dare voce alle comunità insulari più isolate del pianeta e di portare attenzione sulle principali emergenze ambientali che le riguardano, dall’inquinamento da plastiche agli effetti della crisi climatica.
Ambassador di One Ocean Foundation, collabora con media italiani e internazionali su temi legati al mare, all’esplorazione e alla sostenibilità; porta sul palco ciò che le mappe non sanno mostrare: la distanza non come assenza, ma come punto di osservazione privilegiato sul mondo.
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