

Casa editrice
Il Saggiatore
Data di uscita
6 marzo 2026
“…Edgar Snow è ancora oggi considerato l’americano che meglio ha capito la Cina, tanto da essere ritenuto un grande amico del Paese, come conferma il fatto di essere seppellito nei pressi del lago Weiming, all’Università di Pechino. Cercando su Baidu, il motore di ricerca cinese, ho trovato non pochi articoli su blog e siti di “pellegrinaggi” alla sua tomba.
A confermare la popolarità di Snow in Cina c’è una specie di record: il suo libro “Stella rossa sulla Cina” (che in cinese è stato tradotto con 红星照耀中国 (Hóngxīng Zhàoyào Zhōngguó) ovvero “La stella rossa illumina la Cina”) è l’unico saggio e per di più scritto da uno straniero, inserito nelle letture obbligatorie delle scuole medie. Edgar Snow condivide questo privilegio insieme ai più grandi della letteratura nazionale, da Luo Guanzhong, l’autore de “Il Romanzo dei Tre Regni”, fino a Lao She e il suo “Il ragazzo del risciò”, passando per Mao Dun e il suo “Mezzanotte…”
Affidata a Simone Pieranni, tra le voci italiane più autorevoli sull’Asia e sulla Cina contemporanee, la prefazione della nuova edizione di Stella rossa sulla Cina. Storia della rivoluzione cinese, classico contemporaneo pubblicato per la prima volta nel 1937 e capace ancora oggi di esercitare una pressione critica sul nostro modo di guardare la storia.
È l’estate del 1936 quando il giornalista statunitense Edgar Snow attraversa una soglia che nessun occidentale ha fino ad allora mai varcato. Snow accede infatti ai territori controllati dai comunisti di Mao Zedong e vi rimane per mesi, seguendo da vicino una rivoluzione neonata e ancora fragile, isolata, contrastata, in continuo movimento. Stella rossa sulla Cina, qui con una nuova prefazione di Simone Pieranni, è l’incredibile resoconto di un viaggio percorso sul confine della grande storia nel momento in cui sta accadendo: un racconto appassionante fatto di spostamenti difficili, attese strazianti, incontri rischiosi, notti trascorse in fredde grotte.
Nei mesi passati con l’Armata rossa, Snow non fa che ascoltare, osservare, annotare. Si muove come un’ombra tra gli accampamenti e le città, i palazzi e le retrovie. Parla con i dirigenti del Partito e i combattenti comuni, con i contadini che hanno appena ottenuto il possesso dei terreni che lavorano e con le lavoratrici che rivendicano autonomia e diritti. Lascia che il comandante Mao gli racconti con orgoglio della «Lunga marcia» – la ritirata in cui il suo esercito percorse oltre diecimila chilometri –, della rottura con i nazionalisti del Guomindang, della guerra contro il Giappone, senza sottrarsi a riflessioni sulla propria formazione, le letture, la vita privata.
Nel suo reportage Snow non costruisce mai tesi astratte, ma intreccia dialoghi, episodi e scene di quotidianità per riuscire a comprendere e trasmettere un evento senza precedenti; qualcosa allo stesso tempo di molto distante ed estremamente vicino. Il risultato è un classico contemporaneo capace ancora oggi di esercitare una pressione critica sul nostro modo di guardare la storia. Perché, in fondo, ciò che questo libro continua a chiederci, a quasi un secolo di distanza, è: che cosa significa davvero capire un paese? Che cosa significa davvero capire la Cina?