Walter Veltroni Elastica
Walter Veltroni Gli Anni 70

Coproduzione

Elastica e Centro Teatrale Bresciano

Con la partecipazione di

Khamilla

Dopo il successo del racconto dedicato agli anni ’60, Walter Veltroni torna a teatro con un nuovo
capitolo di “Le emozioni che abbiamo vissuto”, questa volta per attraversare uno dei decenni più intensi, contraddittori e decisivi della nostra storia recente.

Gli anni settanta sono un Giano bifronte. Da un lato si consolidano le grandi spinte per la libertà e i
diritti civili maturate negli anni sessanta: la legge sul divorzio confermata dal referendum, e quella
sull’aborto, e poi il voto a diciotto anni, lo statuto dei lavoratori e la fine dei manicomi; dall’altro lato, i settanta sono il decennio della violenza politica più efferata, dei ragazzi di destra e di sinistra uccisi nella più stupida guerra mai dichiarata.
È il decennio dei sequestri, delle gambizzazioni, della mafia che uccide centinaia di persone. Sul piano
culturale è il tempo delle radio libere, del grande cinema – da Novecento ad Arancia Meccanica -,
dell’uccisione di Pasolini e della fine dei Beatles, de La storia di Elsa Morante, di Alto Gradimento e di
Italia Germania 4-3.
Ma soprattutto, sono anni della musica: i grandi cantautori italiani, da Lucio Battisti a Fabrizio De André, fino a Lucio Dalla, De Gregori, Venditti e Vasco Rossi, ancora oggi punti di riferimento trasversali. Canzoni attraversate da un forte impegno civile e politico, accanto a sperimentazioni e contaminazioni internazionali: il rock, il punk, la new wave, le influenze reggae, fino alla disco music che accompagna e racconta il cambiamento dei linguaggi e dei corpi nello spazio pubblico.

In questo intreccio di politica, cultura e vita quotidiana, lo spettacolo si distingue per una prospettiva unica: quella di un testimone diretto che quegli anni li ha vissuti nel cuore della vita pubblica e culturale del Paese. Non una ricostruzione a posteriori, ma un racconto interno, che restituisce il clima, le scelte e i dilemmi di un’epoca in cui crescere significava inevitabilmente prendere posizione.

Il racconto si sviluppa con il ritmo del teatro di narrazione e si arricchisce della presenza musicale dal vivo di Camilla Tetti, in arte Khamilla, giovane artista della generazione Z che interpreta e restituisce le canzoni di quegli anni. La musica diventa così parte integrante della drammaturgia, accompagnando il racconto e trasformandolo in un’esperienza condivisa.

Gli anni settanta sono sole e luna, nulla sarà come lo avevamo lasciato alla fine del decennio dei sogni. Walter Veltroni racconta questo viaggio sulle montagne russe come fatto per gli anni sessanta: con video, musica, oggetti, ricordi ma soprattutto emozioni.