

Coproduzione
Elastica e Centro Teatrale Bresciano
Dopo 50 repliche di successo con gli anni ‘60, Walter Veltroni torna a teatro con il racconto del decennio successivo, uno dei più significativi della nostra storia. Densi di eventi che suscitano emozioni forti, ma anche fondati sugli opposti e su inaspettate contraddizioni, gli anni ’70 a teatro saranno come un viaggio sulle montagne russe accompagnato da video, musica, oggetti e ricordi.
Gli anni settanta sono un Giano bifronte. Da un lato si consolidano le grandi spinte per la libertà e i diritti civili maturate negli anni sessanta: la legge sul divorzio, confermata dal referendum, e quella sull’aborto, il voto a diciotto anni, lo statuto dei lavoratori, la fine dei manicomi e dall’altro lato i settanta sono il decennio della violenza politica più efferata, dei ragazzi di destra e di sinistra uccisi nella più stupida guerra mai dichiarata.
È il decennio dei sequestri, delle gambizzazioni, della mafia che uccide centinaia di persone. Sul piano culturale è il tempo delle radio libere, della canzone d’autore, del grande cinema, da Novecento a Arancia Meccanica, della uccisione di Pasolini e della fine dei Beatles, della Storia di Elsa Morante, di Alto Gradimento e di Italia Germania 4-3. È il decennio delle grandi vittorie della sinistra ma pure della cacciata di Lama dall’università e del ‘77 a Bologna. Di grandi ingiustizie come l’arresto di Lelio Luttazzi o le dimissioni di Giovanni Leone. È il decennio del Watergate e del colpo di stato in Argentina, del compromesso storico e del pentapartito, della morte di due papi e dell’elezione del primo Papa straniero.
Nulla sarà come lo avevamo lasciato alla fine del decennio dei sogni, gli anni sessanta. Contraddittori e fondati sugli opposti, i settanta si aprono con l’impegno politico, si pensi solo al femminismo, e si chiudono con “La febbre del sabato sera”. Racconteremo questo viaggio sulle montagne russe come abbiamo fatto per gli anni sessanta: video, musica, oggetti, ricordi. E soprattutto emozioni.