
Produzione
Elastica
In un’epoca segnata da ferite geopolitiche sempre più profonde, il reading di e con Lucia Goracci si
configura come un’esperienza multimediale totale, dove oltre un’ora di immagini esclusive catturate sui fronti più caldi del globo non fungono da semplice sfondo, ma da vero e proprio “canto parallelo” alla parola. Al centro della scena non ci sono le strategie militari, ma il corpo vivo di un’umanità calpestata: uomini, donne, bambini e anziani che non hanno scelto la guerra, ma che vi si trovano immersi come in un incubo senza fine.
Attraverso il montaggio serrato di video e suoni ambientali, lo spettatore viene trascinato dentro la
polvere e le macerie di Baghouz, Mosul, Raqqa, Damasco, ed Aleppo, testimoniando da vicino lo strazio
di madri esauste che arrivano a vacillare sotto il peso della disperazione pur di salvare i propri figli.
È un diario che scava nel fango delle fosse comuni per restituire un nome ai morti attraverso i loro
oggetti, che trasforma la fame e la scarsità degli aiuti umanitari in un gioco dei desideri sospeso tra
cielo e terra, e che celebra il sacrificio impietrito delle combattenti curde, abbandonate da
quell’Occidente che prima le ha illuse e poi dimenticate.
In questo affresco di fame, privazioni e morte, il reportage si fa preghiera laica, offrendo uno sguardo
attuale e necessario sulle rotte dei corridoi umanitari e sulla resistenza invisibile di chi, pur avendo
perso tutto, continua a consegnare alle stelle il proprio diritto di esistere.