VALERIO MAGRELLI

Poeta, narratore, critico letterario, ma anche professore di letteratura francese e traduttore di Mallarmé, Koltès e Barthes, i suoi libri sono stati tradotti in una ventina di lingue.

Nato a Roma nel 1957, ha studiato Filosofia alla Sorbona-Paris III e alla Sapienza, quindi ha intrapreso la carriera accademica, insegnando lingua e letteratura francese. Oggi è professore ordinario all’Università Roma Tre. Traduttore di Molière, Beaumarchais, Mallarmé, Valéry, Koltès e Barthes, ha edito monografie su Joubert, Valéry, Baudelaire, oltre agli studi Profilo del dada (Laterza 2006, 2019) e La Parola braccata. Dimenticanze, anagrammi, traduzioni (il Mulino 2018). Nel 1996 ha ricevuto il Premio nazionale per la traduzione dal Presidente Scalfaro, e nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha conferito il Premio Antonio Feltrinelli per la poesia. In passato ha diretto una collana di poesia per l’editore Guanda e ha curato per Einaudi una serie trilingue per la collana “Scrittori tradotti da scrittori”. Oggi collabora con il quotidiano La Repubblica, e scrive per le pagine culturali di varie riviste. Ha pubblicato sei libri di poesie.

In qualità di docente, scrittore, traduttore, viene spesso invitato a intervenire su temi legati più o meno direttamente al suo lavoro. L’impegno esercitato sul piano della poesia civile spiega la sua partecipazione a dibattiti sulla politica culturale in Italia e all’estero. È inoltre apprezzato in ambiti aziendali per le capacità di divulgazione e comunicazione, veicolate anche tramite interventi su giornali, riviste, trasmissioni radiofoniche e televisive (come nel caso di una rubrica nel programma Lo stato dell’Arte condotto da Maurizio Ferraris su Rai 5). Oltre ai ritratti di intellettuali e letterati europei, tra gli altri argomenti trattati si è imposta una serie di conferenze-spettacoli che, con il sostanziale aiuto di video e musiche, hanno affrontato alcuni leggendari “scontri letterari” sotto la sigla di Cultural Combat (ideazione “La cometa dell’arte”, Teatro Eliseo di Roma).

La sua esperienza teatrale si è poi arricchita organizzando e conducendo vari cicli di incontri: sulla poesia femminile (dieci serate al Teatro Argentina di Roma), sulla narrativa europea e americana (otto serate di incontri per sei anni, con attori e studiosi, presso l’Auditorium di Roma) e sulla lirica francese dell’Ottocento (tre serate presso il Teatro Due di Parma). Ha infine partecipato, come voce narrante, a uno spettacolo tratto da Gluck e centrato sulla figura tragica di Ifigenia (regia di Briuno Taddia, progetto del Teatro Fraschini di Pavia, in attesa di repliche presso i teatri di Como, Brescia e Cremona).

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