Là dove finiva Bologna, comincia Elastica

E’ uno dei pochi palazzi del centro storico la cui facciata si può godere da una prospettiva ampia: arrivando dalle Due Torri e puntando alla via Emilia, da via Ugo Bassi si vede questa singolare facciata che ricorda quella di una chiesa e che al centro del suo timpano presenta una grande finestra ad oblò. Già perché, il civico 2 di via San Felice, che si apre appunto su via Ugo Bassi, fu una Chiesa, la Chiesa di Santa Maria delle Laudi, eretta su disegno di Domenico Tibaldi negli anni Settanta del Cinquecento, per volontà dell’omonima Compagnia e dell’arcivescovo Paleotti.

Oggi il singolare palazzo storico di Bologna è sede, tra gli altri, di Elastica – Live & Comunicazione, che per inaugurare i suoi nuovi uffici ha invitato Eugenio Riccomini, amatissimo storico dell’arte cittadina, a raccontare la storia di quelle stanze in una serata dal titolo “Là dove finiva Bologna, comincia Elastica”; appuntamento in occasione di #ArtCityWhiteNight, sabato 3 febbraio, ore 18, in via San Felice 2 (ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti).

Il tipo di Chiesa a cui si ascrive quella di Santa Maria delle Laudi (caratterizzata dalla presenza del portico e del timpano in facciata) cominciò a fare la sua comparsa a Bologna nel ‘400 con la Chiesa del Baraccano e si diffuse particolarmente nel Cinquecento. Annesso alla Chiesa fu realizzato un Ospedaletto, capace di ospitare fino a 14 mila pellegrini all’anno, soppresso poi in epoca napoleonica.

Da dicembre scorso, al primo piano, ha aperto i suoi nuovi uffici Elastica, società bolognese quasi interamente femminile (con la collaborazione di Luca Lazzaris, già manager di Luca Carboni negli anni ’90), che opera a livello internazionale nel campo degli eventi live e di comunicazione e del management di personaggi del mondo dell’informazione e della cultura (https://elastica.eu).

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