Cosa ne penserebbe Dalla di A Casa di Lucio va in città?

“La prima volta che ho messo piede tra i tavoli di Vito, la trattoria di via Paolo Fabbri, era perché cercavo Guccini. Avevo diciassette anni, i capelli lunghi e venivo dal Friuli col mio amico Pedro. Vito ci mise a sedere all’entrata. Al muro, la parete con la foto che lo vedeva insieme a Guccini e Lucio Dalla. ‘Ma è vero – chiedemmo a Vito – che loro sono spesso qui?’. Ci disse che bastava aspettare. Infatti, entrò Lucio, Vito ci indicò a lui dicendo che lo aspettavamo da ore e lui si sedette al nostro tavolo. L’estate dopo mi ritrovai a fare il ‘cinno’ per il suo tour”. Comincia da lì la storia professionale di Luca Lazzaris, prima manager nel mondo dei cantanti, oggi anima imprescindibile di Elastica.

È vero, forse non sarà elegante parlare di noi, di uno di noi, in prima persona, ma abbiamo una buona giustificazione. Nasce anche da quella storia lì il coinvolgimento di Elastica, per il terzo anno consecutivo, nel ricordo di Lucio Dalla, di cui quest’anno ricorre il quinto anniversario dalla morte.

E’ un progetto che, forse più di altri, ci coinvolge particolarmente dal lato emotivo. “Tante volte, ancora oggi – racconta Lazzaris – quando affronto una nuova avventura, una nuova produzione mi attraversa per la mente un pensiero: cosa ne avrebbe detto Lucio?”. È l’amore per il suo genio artistico e per Bologna, la Bologna di quegli anni lì e la Bologna di oggi, che ci ha portato all’idea di A Casa di Lucio va in città (ne potete leggere qui ).

Insieme a noi, altri due compagni di avventure. In primo luogo la Fondazione Lucio Dalla, che dal 2015 ci chiede ogni anno di ripensare e riscrivere l’eredità artistica dell’autore di Come è profondo il mare. Da questa edizione, poi, c’è CNA Bologna, terzo ma non ultimo promotore insieme alla Fondazione e ad Elastica del programma che per tre giorni, dal 2 al 4 marzo, riempirà le pietre, le strade, le piazze della città della presenza di Lucio. Già nel 2005 gli Artigiani vollero festeggiare il loro sessantesimo anniversario regalandosi e regalando alla città un  indimenticabile concerto di Lucio Dalla sotto le torri del Fiera District. Anche da qui l’adesione a questo progetto.

Quanto all’idea, avremmo potuto pensare a un concerto, avremmo potuto pensare a un film, a una tavola rotonda, ma sarebbe stato troppo facile. Per noi la scommessa, ogni volta, è raccontare quanto l’identità di Bologna sia così tanto intrisa del genio di Lucio. Cercando di stare il più possibile lontano dalla commemorazione e sforzandoci vero il massimo dell’invenzione.

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