Giornalista professionista, ho cominciato a scrivere sui giornali a neanche vent’anni, ben prima della laurea. Mi sono occupata principalmente di cultura e spettacolo per quotidiani (per oltre quindici anni per La Repubblica), con incursioni televisive nei tg della Rai. Contestualmente, ho sempre visto quello dell’informazione come un capitolo che sta sotto il grande ombrello della comunicazione, in un tutt’uno dove le distinte regole e competenze si integrano, permettendo di affrontare ogni progetto mai solo in un verso.

In gioventù, quando tutto si sperimenta per capire e apprendere, ho lavorato anche per diversi uffici stampa di istituzioni come il Teatro Comunale di Bologna e l’Università di Bologna.
Poi sono entrata nel ‘magico mondo degli eventi’, con un’esperienza che ha segnato una delle punte più alte (e di cui vado più orgogliosa) della mia vita professionale: “Ferite a morte”, progetto teatrale di Serena Dandini, pietra miliare nel nostro Paese, che ha avuto il merito (grazie, Serena!) di sdoganare il tema della violenza di genere presso il grande pubblico. In quel contesto è cominciato il mio percorso con il gruppo di lavoro che poi, nel 2014, è diventato Elastica, agenzia di cui oggi sono socia.

Anarchica per natura e ariete di nascita, cerco di portare in ufficio il contributo che più corrisponde alla mia indole: idee, progettualità, cultura, relazioni. A volte riesce, a volte meno.

Fuori di qui, c’è la bici, la fotografia, il giardinaggio, il lavoro a maglia, il cucito, almeno 10mila passi al giorno, i libri e ogni cosa che mi passi per la testa.